Organizzare un viaggio in Tibet

Il Tibet, in cinese 西藏 Xīzàng, è una regione autonoma della Repubblica Popolare cinese, per questo è chiamata anche con l’acronimo di TAR, Tibet Autonomous Region.

Nel 1949 al termine della guerra civile viene proclamata la Repubblica Popolare Cinese, quella che noi comunemente chiamiamo “Cina”, mentre con Repubblica di Cina,  si definisce l’Isola di Taiwan di cui vi ho parlato in un precedente articolo.

Tra il 1949 e 1950 il governo della Repubblica Popolare Cinese ha effettuato anche l’annessione del territorio tibetano, solo una piccola parte occidentale, il Ladakh, è regione Indiana.

Organizzare viaggio in Tibet
FONTE: tibettravel.org

Nonostante il Tibet sia una regione autonoma, già da diversi anni è evidente (e importante) l’intervento del Governo centrale di Pechino. Il Governo interviene su diversi ambiti: educazione, cultura, territorio (costruendo strade, autostrade, e infrastrutture). In molti sostengono che l’autenticità del territorio e la genuinità del suo popolo potrebbe essere compromessa.

Innanzi tutto ci tengo a precisare che, il viaggio in Tibet è stato fino a d’ora un viaggio “complesso”,  non  tanto per lo spirito d’adattamento che richiede, ma per come può colpire emotivamente nel profondo.
Il popolo tibetano sorridente, semplice e pacifico, i paesaggi incontaminati dell’altopiano sono fantastici e la spiritualità che si respira in alcuni luoghi è unica.

COME ORGANIZZARE UN VIAGGIO IN TIBET

Viaggio in Tibet

Prima di tutto è importante sapere che non è possibile per uno straniero intraprendere un viaggio turistico in Tibet in autonomia, senza appoggiarsi ad un’agenzia autorizzata. Il viaggio quindi, almeno sulla carta, risulta un pochino lungo e burocratico da organizzare. Vi consiglio di iniziare a muovervi per preparare il viaggio almeno un paio di mesi prima della prevista partenza.

Non si può arrivare in Tibet direttamente dall’Italia o da altri paesi, ma dovete fare un’altra sosta: potete farla in Cina dove ci sono voli e treni per Lhasa dalle principali città cinesi (Chengdu, Pechino, Shanghai…) o in Nepal.

Altitudine: Tenete conto che Lhasa la capitale del Tibet si trova a 3600 metri di altitudine, per questo alcune persone potrebbero soffrire mal di montagna. I sintomi di solito possono essere: difficoltà di respirazione, difficoltà a dormire, mal di testa, debolezza… . È per questo importante acclimatarsi gradualmente, e di raggiungere le quote più alte con gradualità in diversi giorni.  Io personalmente non ho avuto nessun sintomo, certo il fiato più corto si sente, ma la cosa non ha interferito nella mia routine, il consiglio è quello di bere molta acqua.

Tibet campo base

 

Documenti necessari per viaggiare in Tibet

Le leggi del Governo cinese obbligano tutti i turisti che visitano il Tibet ad essere accompagnati da una guida turistica autorizzata,  e se si vuole uscire da Lhasa deve essere organizzato un tour con tappe ben definite giorno per giorno, consegnando l’itinerario di viaggio alle autorità cinesi.  Inoltre per visitare il CampCampo base Everesto Base dell’Everest serve un permesso speciale che l’agenzia richiederà alle autorità. 

Per il Tibet è necessario un permesso speciale, il Tibet Entry Permit, che può essere ottenuto solo tramite un’agenzia di viaggi autorizzata. Se arrivate in Tibet dalla Cina, in Italia dovrete richiedere, un mese prima di partire, il visto per la Cina; se, invece, arrivate in Tibet dal Nepal potete richiedere i permessi per il Tibet direttamente in Nepal, ci vorranno 3/4 giorni per farlo, ed è sempre necessario rivolgersi ad un’agenzia.

Noi abbiamo individuato già in Italia l’agenzia a cui ci siamo appoggiati per il visto: prima di partire vi chiederà di fornire della documentazione (fotocopia passaporto, fototessera..), che servirà poi per la richiesta dei permessi.  Il visto per il Tibet è un visto di gruppo, è un foglio che il gruppo deve sempre tenere con se’ durante tutti gli spostamenti, di solito lo tiene la guida con tutti i permessi. Non vi verrà posto nessun timbro nel passaporto.

Noi abbiamo scelto di organizzare il nostro viaggio visitando Nepal e Tibet, siamo quindi giunti a Lhasa con un volo da Kathmandu. Molti consigliano anche di arrivare a Lhasa con un treno da Pechino, perchè il viaggio regala paesaggi stupendi, ma il viaggio in treno dura circa due giorni, e noi non avevamo tutti questi giorni a disposizione.

Dall’Italia ci siamo affidati ad un’agenzia che ci ha aiutato nelle pratiche: vi fa delle proposte di tour e tappe, si occupa di procurarvi la guida, l’autista, i permessi, e tutti gli alloggi. Ecco due che vi consiglio: www.tibetantrip.com e www.viaggiaconcarlo.com

Da questi siti potete anche farvi un’idea dei costi che variano in base al periodo di viaggio e alla grandezza del gruppo.

Tenete conto che in Tibet non è possibile visitare i principali musei e siti di interesse senza una guida che vi accompagni. Se siete due persone potete scegliere di fare un tour “privato” per due, quindi tramite l’agenzia troverete la guida che vi accompagna ed un autista, oppure aggregarvi ad altri gruppi di varia grandezza.

itinerario Tibet

Noi per ammortizzare le spese abbiamo deciso di optare per un piccolo gruppo di sei persone (noi compresi). Questo ci permetteva di ridurre i costi, ma allo stesso tempo di viaggiare con gruppo non molto grande, il che dà flessibilità. La  nostra guida era del posto, una guida tibetana.

Per le città, come Lhasa, siete liberi di girare liberamente provare ristoranti e locali tipici non è necessario che la guida sia con voi 24 ore su 24, ma per visitare monasteri, templi, o siti (anche ad esempio il Potala) è necessaria SEMPRE la guida.

Non si può mai essere sicuri al 100% che la Cina vi conceda l’accesso, in quanto talvolta il Governo cinese chiude l’aeroporto di Lhasa e le frontiere senza alcun preavviso, né giustificazione.

Il giorno in cui avevamo il volo Kathmandu-Lhasa, a noi è successo che il Governo cinese decidesse il mattino stesso di chiudere l’aeroporto di Lhasa, senza spiegazioni. Tutti i voli per Lhasa erano stati cancellati, e abbiamo trascorso un giorno in più a Kathmandu con la speranza (e senza avere nessuna certezza) che il giorno dopo l’aeroporto riprendesse le normali attività. Così fortunatamente è stato.

Quando visitare il Tibet

Il periodo migliore per visitare il Tibet è quello che va da maggio ad ottobre/novembre. Noi ci siamo stati ad agosto, che è ovviamente uno dei mesi più turistici,  le temperature a Lhasa erano piacevoli, di giorno si può stare con la t-shirt, la sera serve una felpa/giacca. Se decidete di spostarvi verso fuori Lhasa verso città ad altitudini maggiori vi servirà anche una giacca più pesante, un giaccone invernale, specialmente se andate al Campo Base dell’Everest.

Potala Lhasa Tibet
Potala -Lhasa

ITINERARIO

GIORNO 1 – KATHMANDU – LHASA (3.600 metri)
GIORNO 2 – LHASA
GIORNO 3 – LHASA
GIORNO 4 – LHASA – GYANTSE (3.977 metri) Passando per lo Yamdrok Yumtso Lake – SHIGATSE
GIORNO 5 – SHIGATSE (3.836 Metri) – XEGAR
GIORNO 6 – XEGAR – EVEREST BASE CAMP –visita al monastero di Ronbuk, il piu’ alto del mondo – SAKYA
GIORNO 7 – SAKYA (visita al Sakya Monastery) – LHASA
GIORNO 8 – LHASA- rientro a Kathmandu

Il viaggio richiede senza dubbio spirito di adattamento. Spesso passerete diverse ore in auto, e fuori dalla capitale, le condizioni dei bagni (quando questi ci sono) possono essere molto precarie. Ma i paesaggi che vedrete saranno fantastici.

In Tibet è proibito nominare l’ultimo Dalai Lama, non ci sono sue foto, e la guida sarà molto restia a parlare di lui, specialmente in pubblico. Se vi spostate da Lhasa incontrerete lungo il percorso,  diversi posti di blocco di militare che controlleranno passaporti e documenti.  In molti monasteri non si possono fare foto o riprese video, in alcuni è possibile farle ma richiedono di pagare un supplemento. In molti sconsigliano di portare con sé anche la Guida della Lonely Planet che parla del Tibet, in quanto ci sono stati episodi di sequestro della guida da parte delle autorità locali. La guida e l’agenzia saranno molto chiare sulle regole da seguire, e vi chiederanno di rispettarle pena per la guida la perdita del suo patentino di guida e quindi del lavoro

Lhasa Tibet

17 commenti su “Organizzare un viaggio in Tibet

  1. Spero un giorno di poter fare questo viaggio, un mio sogno da sempre…Certo non immaginavo il controllo cinese fosse giunto a questo punto: incredibile!

  2. Sapevo del controllo cinese sul Tibet, ma pensavo si limitasse agli abitanti non che imponesse questa burocrazia assurda ai turisti. La situazione sembra davvero peggiore rispetto a quella che viene dipinta

  3. Deve essere un posto meraviglioso! e per chi ama la natura e i paesaggi deve essere proprio il posto giusto. Certo che il controllo del governo cinese anche sui turisti e la chiusura senza preavviso degli areoporti ancora non me lo ha fatto inserire nella lista dei viaggi con bambini piccoli.

  4. Ma davvero non si possono fare molte cose senza una guida autorizzata? Sapevo un pò della situazione tra Cina e Tibet (e quindi non mi meraviglio della chiusura improvvisa delle frontiere) e anche di certi luoghi che occidentali non possono visitare: credo che una volta riusciti ad organizzarsi e visitare il Tibet, deve essere una bella esperienza da fare almeno una volta nella vita!

    PS mi fa piacere ritornare a leggerti! 🙂

  5. Non avevo idea che fosse necessario affidarsi per forza ad un’agenzia. Comunque penso che tutta questa burocrazia serva in parte anche a preservare un luogo tanto prezioso. Un bel post il tuo, ricco di informazioni utilissime.

  6. Un viaggio davvero complesso dal punto di vista organizzativo.. ma assolutamente interessante ed affascinante! Post molto utile e ricco di consigli 🙂

  7. Quanto mi piacerebbe poter vedere il Tibet. Non oso immaginare l’emozione che si prova vedendo quei paesaggi e camminando tra la gente, i templi, i luoghi che portano con sé tanta storia e spiritualità. Chissà, magari un giorno…

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