Visita al Castello di San Pelagio: il Castello del volo su Vienna

Il Castello di San Pelagio è un luogo che in pochi conoscono ma che in realtà ha scritto pagine della storia italiana. Il Castello si trova a Due Carrare in provincia di Padova, e la sua posizione strategica è risultata di grande importanza durante gli anni della Prima Guerra Mondiale. Circondato da uno stupendo parco di tre ettari, il Castello di San Pelagio sorge su un precedente sistema difensivo voluto dai Da Carrara, i signori di Padova, la cui presenza è testimoniata dalla Torre Medievale Trecentesca ora inglobata nella villa. Dalla metà del ‘700 il Castello passa sotto la proprietà della famiglia Zaborra che ne è tutt’ora proprietaria.

Castello di San Pelagio

Il Castello di San Pelagio

Nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto, la famiglia Zaborra decise di sottoscrivere un contratto d’affitto con l’Esercito Italiano. Secondo questo contratto i Zaborra concedevano all’Esercito la tenuta esterna che sarebbe diventata un campo di volo e alcuni degli appartamenti della villa. Il campo di San Pelagio era strategico perché vicino alle linee nemiche ma le sue dimensioni erano limitate e ci voleva davvero molta bravura ad atterrare in questo spazio. Proprio da qui sono partiti nel luglio 1918 i bombardieri Caproni che bombardarono Pola e nell’agosto 1918 un gruppo di undici aerei diretti su Vienna.

Castello di San Pelagio

Le due ali del Castello di San Pelagio sono ora adibite a Museo del Volo, un luogo che, partendo dalla mitologia greca, ripercorre le tappe cruciali che hanno portato l’uomo a “volare”. Attraverso ricostruzioni, rappresentazioni di esemplari, racconti e video sono ripercorsi importanti tappe legate allo studio, allo sviluppo e alla nascita dei primi voli tramite mongolfiere, dirigibili, aeroplani e mezzi spaziali.

Stanze Dannunziane

La scoperta alle stanza dannunziane avviene tramite una visita guidata (costa €4,00 e li merita tutti!) che permette di conoscere la storia del castello e il suo ruolo durante la prima guerra mondiale. Con la cessione all’Esercito Italiano di parte delle stanze della villa, si trasferirono a San Pelagio dei piloti appartenenti all’87° Squadriglia “la Serenissima”, tra i quali c’era anche il maggiore D’Annunzio.

Castello di san pelagio stanze dannunziane

Nel 1917 l’antica cucina veneta situata al piano terra del castello fu adibita a mensa ufficiale dei piloti, mentre le stanze al piano superiore furono riservate a Gabriele D’Annunzio (1863 – 1938).

Qui si possono ammirare la camera da letto con una libreria che conserva volumi d’epoca, la sala da pranzo dove il vate mangiava con ospiti importanti (e dove si può ammirare anche un antesignana della celebre moka da caffè), un piccolo salottino privato e la sala riunioni dell’87° Squadriglia.  Sono qui conservati alcuni dei suoi abiti come un cappotto in pelle e una divisa invernale.

san pelagio stanze dannunziane

Il volo su Vienna

Il 17 luglio 1918 tre SVA partirono dal campo di volo di San Pelagio per bombardare Pola, meno di trenta giorni dopo dallo stesso campo partirono con undici aerei (compreso un biposto per Gabriele d’Annunzio che volava con il Cap. Natale Palli), in direzione Vienna. L’idea del Volo su Vienna era stata ideata da Gabriele d’Annunzio all’inizio come spedizione che doveva lanciare sulla capitale austriaca bombardamenti, poi come spedizione dal carattere politico e dimostrativo.

San Pelagio volo su Vienna

Dopo aver fallito due tentativi (il 2 e l’8 agosto) alle 5:15 della mattina del 9 agosto 1918 una Squadriglia composta da 11 SVA si alzò dal campo di San Pelagio per volare verso la città di Vienna. In testa a questa formazione si trovava il velivolo biposto guidato da Natale Palli che portava anche Gabriele D’Annunzio, all’epoca ritenuto troppo anziano per volare. Alle 9:15 la squadriglia arrivò a Vienna lanciando dal cielo della capitale dei volantini che invitavano gli austriaci alla resa.

Gli SVA (acronimo di Savoja, Verduzio, Ansaldo) furono introdotti nel 1917 e furono tra i primi monomotore di concezione e costruzione interamente italiana. L’acronimo “S.V.A.” deriva dalle iniziali dei cognomi Savoia e Verduzio, gli ingegneri che lo progettarono, mentre Ansaldo era la società che ne costruì circa duemila esemplari. Purtroppo degli 11 SVA partiti soltanto 7 riuscirono ad arrivare alla capitale austriaca.

SVA 5 Castello di San Pelagio volo su vienna

Il Parco

Il parco del Castello di San Pelagio è inserito all’interno del circuito dei Grandi Giardini Italiani. Camminando tra il verde della tenuta si trovano il giardino di rappresentanza e il giardino famigliare. Non può mancare una visita alla ghiacciaia che serviva alla conservazione dei cibi. Questa stanza veniva riempita di neve e ghiaccio in inverno in modo che potesse conservare gli alimenti al fresco anche d’estate.

All’interno del parco si trovano anche due bellissimi labirinti: il labirinto del Minotauro e il labirinto del “Forse che sì, forse che no”. Sarà davvero divertenti ”perdersi” per poi ritrovarsi all’interno di questi labirinti.

Castello S pelagio museo del volo

Altre informazioni

Biglietto d’ingresso che permette di visitare Museo del Volo, Parco delle Rose e dei Labirinti con visita libera

  • Intero: € 10.00
  • Ridotto (5-14 anni): € 8.00
  • Famiglia (2 adulti +2 ragazzi): € 32.00

La visita guidata alle stanze dannunziane prevede il pagamento di una quota aggiuntiva di 4.00 € a persona rispetto al biglietto di ingresso. I biglietti si possono comodamente acquistare online.

Il bellissimo Castello di San Pelagio viene anche chiuso al pubblico per permettere lo svolgimento eventi privati, pertanto vi consiglio di consultare il loro sito internet per qualsiasi informazioni in merito agli orari e alle date di apertura. www.castellosanpelagio.it.

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5 commenti su “Visita al Castello di San Pelagio: il Castello del volo su Vienna”

  1. Siamo circondati di storia che spesso non conosciamo bene come dovremmo. Un giro in questi luoghi serve a ripassare il passato e, soprattutto, a non dimenticare. Nello specifico, non conoscevo questo posto, ma me lo segno perchè credo meriti, anche per le stanze dannunziane.

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